IL P.I.I. STADIO -MARITNELLA
IL P.I.I. STADIO -MARITNELLA
CONSIDERAZIONI SUL PROGETTO STADIO – PROPOSTA STADIO 3.000 S.r.l.
Il Comune di Bergamo ha indetto un bando per la presentazione di “Programmi Integrati di Intervento” volto alla ristrutturazione/rifacimento dello Stadio Comunale e alla riqualificazione urbanistica dell’intera zona/quartiere di riferimento.
Il passaggio antecedente alla pubblicazione del bando è stata l’approvazione in Consiglio Comunale, in data 27 marzo 2006, di una modifica della Parte IV del Documento di Inquadramento Territoriale (D.I.T.) con la quale venivano stabilite quali fossero per l’Amministrazione Comunale le finalità da perseguire con la stesura di un P.I.I. riguardante lo stadio e la zona limitrofa.
Per quanto il bando citi quasi marginalmente la suddetta delibera, è, evidentemente, vincolante il rispetto e il perseguimento degli obiettivi prefissati dal D.I.T nella stesura e valutazione di qualsiasi P.I.I. che riguardi l’attuale stadio e l’area urbanisticamente relativa.
A questo punto si può già esprimere una prima considerazione, dopo aver visionato il P.I.I. presentato soggetto Stadio 3.000 S.r.l.,:
la stesura di documenti pubblici (D.I.T.), seppure di indirizzo, imprecisi e generici genera nell’interlocutore/attuatore privato aspettative con conseguenti proposte che possono travalicare i limiti del grottesco e dell’assurdo.
Infatti le indicazioni del D.I.T. riportate di seguito,
“Quadro organico di riferimento per la riqualificazione urbanistica della zona dello Stadio
L’attuale presenza dello stadio comunale all’interno del tessuto urbano determina, in occasione degli eventi sportivi, le seguenti problematiche:
limitazione dell’accessibilità e della circolazione a causa dell’afflusso e del parcheggio “selvaggio” dei veicoli degli spettatori, che interferiscono con il livello di quartiere;
problemi di pubblica sicurezza (reali, in occasione di disordini causati dai tifosi, o percepiti, in relazione alla frequenza con la con cui si verificano);
limitazione e disturbo alle attività ordinarie nel quartiere circostante la struttura;
elevato livello di degrado urbano (con frequenti episodi di vandalismo e distruzione di parti di edifici e/ installazioni urbane) al termine degli eventi;
problemi specifici relativi alla sicurezza interna allo stadio.
Obiettivi della ristrutturazione urbanistica della zona dello Stadio
1. Benefici sul contesto territoriale
miglioramento dei problemi di traffico/parcheggi e di ordine pubblico e risolva contestualmente quelli legati alle carenze infrastrutturali e alla mancanza di collegamenti con il centro e con Città Alta;
gestione separata dei flussi di traffico urbano ed extraurbano afferenti allo stadio rispetto ai flussi normali e ottimizzazione degli spazi destinati alla sosta attraverso l’utilizzo di nuovi silos;
definizione del sistema di relazione complesso circonvallazione/struttura -circonvallazione/quartiere;
valorizzazione dei potenziali nodi di interscambio con le infrastrutture esistenti e di progetto (Tram delle Valli, Tangenziale est);
parcheggi d’interscambio non interferenti con la viabilità di quartiere, utilizzabili dagli abitanti residenti.
2. Benefici sul contesto urbano
Sistema insediativo:
miglioramento della qualità urbana di un importante quadrante urbano cittadino;
miglioramento delle relazioni con la scala del quartiere;
riqualificazione degli spazi aperti e di relazione;
miglioramento del livello di accessibilità/fruibilità del Parco Goisis e del suo programmato ampliamento;
nuovo impulso alle connessioni ciclo-pedonali tra spazi pubblici di qualità dell’intorno urbano esistente;
promozione di un progetto architettonico d’alto livello che costituisca un’occasione di riqualificazione e di rilancio del ruolo del quartiere nel contesto urbano.
Sistema degli usi:
definizione delle relazioni con altre strutture sportive e del tempo libero esistenti;
identificazione della nuova struttura polifunzionale come luogo di relazioni;
promozione di servizi integrativi destinati ai residenti;
promozione di azioni di compensazione sociale (nuovi servizi e miglioramento di quelli esistenti);
aumento dei servizi e delle attrezzature di quartiere e valorizzazione di sinergie virtuose tra gli usi della città;
definizione del mix funzionale in termini di compatibilità tra la funzione dello stadio e le altre funzioni insediate, secondo logiche di armonizzazione dei diversi tempi ed orari della città e di riduzione delle interferenze tra le diverse attività;
localizzazione di funzioni dedicate a favorire l’integrazione sociale e a garantire il completamento delle dotazione del quartiere in termini di servizi pubblici o di interesse pubblico (uffici del terziario avanzato, aree mercatali, eventualmente anche in forme semipermanenti, dotazioni sportive di base).”
sono poco incisive e scarsamente illustrano le reali possibili soluzioni a problemi preventivati. Si parla genericamente di problematiche del quartiere. Ed è in questa ottica che trova spazio l’idea che sia plausibile una trasformazione dell’area della Martinella in quanto facente parte del quartiere/circoscrizione! Siamo, veramente, alla degenerazione del concetto di integrazione delle finalità.
I documenti normativi devono essere chiari anche a costo di essere restrittivi; devono essere un punto di partenza certo dal quale avviare un percorso integrabile.
Nella fase di rimodellazione delle proposte si può per giungere ad un “prodotto” diverso da quello pensato originariamente, ma condiviso.
Si innesca, a questo punto, una seconda considerazione: quale è stata la condivisione/partecipazione con il quartiere e la città delle soluzioni ai problemi indicati nel D.I.T.? Non c’è stata, ed era una fase da attuare prima dell’indizione del bando.
Relativamente al merito della proposta presentata da STADIO 3.000 va subito precisato che la trasformazione urbanistica dell’area Martinella non è coerente con il bando ed è fortemente in contrasto con le previsioni del P.R.G. e con le “linee programmatiche dell’attuale Amministrazione Comunale: deve essere considerata come una forma di autofinanziamento dell’operazione stadio e come tale da sostituire con altre, anche sottoposte all’Amministrazione Comunale stessa. Il tentativo di presentare il progetto Martinella come soluzione a problemi del quartiere è inammissibile.
Chiarito questo aspetto fondamentale, rimane l’analisi del vero e proprio progetto: il rifacimento dello stadio e la riqualificazione urbanistica.
Il concetto generale di struttura multifunzionale è condivisibile e in linea con le tendenze europee anche se risulta che in Italia vi siano impianti di questo genere. Forse un’analisi sui motivi di tale assenza suggerirebbe spunti interessanti, ma non è questa la sede.
Ciò che, invece, appare necessariamente da migliorare è il grado di soddisfacimento delle esigenze pubbliche evidenziate nel D.I.T. che il bando richiama, come vincolante, seppur senza la necessaria rilevanza. In particolare:
- la sicurezza e l’ordine pubblico, da cui trae motivazione il bando, rimangono un problema non risolto nelle aree esterne allo stadio;
- i disagi al quartiere rimangono immutati in occasione delle partite e vengono invece, incrementati con l’indotto legato alla nuova funzione multipla;
- la viabilità: non vi è separazione tra i flussi urbano ed extraurbano afferenti allo stadio in occasione degli eventi sportivi e non, ma si ha un incremento del flusso anche nei periodi ordinari.
Basti pensare alle code che normalmente attanagliano lo svincolo di Monterosso per immaginare cosa accadrà con il centro direzionale di 9.000 mq previsto nello stadio.
Anche il sistema dei collegamenti appare poco incisivo.
- i parcheggi: sono previsti nell’interrato dello stadio e destinati principalmente alle nuove funzioni. Se non fosse tale la destinazione, appare illogico destinare tale superficie a funzioni di smistamento per i motivi legati alla viabilità di cui al punto precedente. Potrebbero essere in parte destinati ai residenti se fosse manifestata la carenza di posti auto.
È previsto anche un parcheggio in prossimità del parco Goisis.
- benefici sul contesto urbano: se si esclude il riordino degli spazi antistanti lo stadio, non ve ne sono. In particolare non vi è miglioramento del livello di accessibilità/fruibilità del Parco Goisis, miglioramento delle relazioni con la scala del quartiere, promozione dei servizi integrativi destinati ai residenti, promozione di azioni di compensazione sociale, aumento dei servizi e delle attrezzature di quartiere e “valorizzazione delle sinergie virtuose tra gli usi della città” (è scritto così nel D.I.T.!), riduzione delle interferenze tra le diverse attività con armonizzazione dei tempi e degli orari, localizzazione di funzioni dedicate a favorire l’integrazione sociale a garantire il completamento della dotazione del quartiere in termini di servizi pubblici o di interesse pubblico.
In conclusione:
1) L’area della Martinella non può in alcun modo essere proposta come merce di scambio né per la ristrutturazione dello stadio né per altri interventi analoghi. In quell’area si deve fare il parco agricolo e mantenere la destinazione di “cintura verde”.
Il finanziamento dell’operazione stadio andrà orientata su altre aree già individuate per scopi edificatori.
2) Il progetto relativo allo stadio e all’area urbanisticamente di riferimento deve essere rivisto in molti punti anche attraverso l’indispensabile partecipazione e confronto con il quartiere.
La proposta presentata non è coerente con molte delle indicazioni previste dall’Amministrazione Comunale attraverso il Documento di Inquadramento Territoriale.
